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Prima delle Prime - Roméo et Juliette

9 Gennaio 2020
Roméo et Juliette

Giovedì 9 gennaio 2020

Ridotto dei palchi “A. Toscanini” 
Teatro alla Scala con Amici della Scala

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

Nell’incontro “Shakespeare affrescato con le armonie dell’amore”, con ascolti e video, parla di Roméo et Juliette Laura Cosso, musicologa e docente di Arte scenica presso il Conservatorio di Milano.

 

All’inizio del nuovo anno, il 15 gennaio, ritorna alla Scala nell’allestimento di Bartlett Sher, tradizionale nella scenografia e moderno nel lavoro sulla recitazione, Roméo et Juliette di Charles Gounod, spettacolo che già era stato apprezzato nel 2011.

Lunga si può dire la storia di gestazione di Roméo et Juliette, perché sin dal 1841, durante un suo viaggio in Italia, Gounod si era cimentato a scrivere un’opera sulla storia dei due amanti veronesi utilizzando un famoso libretto di Felice Romani. Il progetto fu però abbandonato e ripreso solo nel 1865, su un libretto di Jules Barbier e Michel Carré, per arrivare poi in pochi mesi a un rapido completamento dell’opera.

Tuttavia Roméo et Juliette andò in scena solo due anni dopo al Théâtre Lyrique du Châtelet di Parigi, il 27 aprile, con alcune aggiunte alla partitura. Il successo fu immediato e tuttora Roméo et Juliette è una delle opere più rappresentate di Gounod.

È interessante rilevare che con quest’opera Gounod diede inizio a quel nuovo genere, pieno di ambivalenze e contraddizioni, chiamato in seguito ‘drame lyrique’, responsabile della rivoluzione estetica dell’opera francese nella seconda metà dell’Ottocento. Dunque un ‘drame lyrique’, un tipo d’opera che – come scrive Emilio Sala – “se da una parte tradisce (ma a volte anche esibisce) l’influenza del modello wagneriano, dall’altra contiene numerose e francesissime modalità di reazione ad esso. Come il rifiuto degli effetti plateali e della grandiosità, la ricerca di un dramma il più possibile interiorizzato e la scoperta di un canto tipicamente francese”.

Debutta alla Scala come direttore dell’opera Lorenzo Viotti, a trent’anni direttore designato dell’Opera di Amsterdam e già presente nelle stagioni delle grandi orchestre europee. Nel cast sono presenti Diana Damrau, Vittorio Grigolo, Sara Mingardo, Mattia Olivieri e Marina Viotti.

 

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